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Saturday, December 18, 2021

Casa: Eurostat, crollo del 15% per prezzi in Italia dal 2010 - Agenzia ANSA

Tra il 2010 e il 2020 i prezzi delle case, in Italia, sono crollati del 15%, a fronte di un aumento del 26% della media Ue. Sono i dati dell'aggiornamento di Housing in Europe 2021 di Eurostat. Nell'Ue, dal 2013, si registra una costante tendenza al rialzo, con aumenti consistenti tra il 2015 e il 2020. Al contrario la curva dei prezzi italiana cala nettamente a partire dal 2011, per poi stabilizzarsi nel 2019, con un lieve scatto nel 2020. Per gli affitti si rileva un aumento nell'Ue: +14% rispetto al 2010.
    Aumento che si registra anche in Italia, seppur più contenuto: in 10 anni gli affitti sono cresciuti di circa il 6,5%. 
   

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Friday, December 17, 2021

Auto: a novembre -17,5% mercato Europa - Industria - Agenzia ANSA

Le immatricolazioni in Europa più Paesi Efta e Regno Unito a novembre sono state 864.119, il 17,5% in meno dello stesso mese del 2020. Negli undici mesi il totale è di 10.824.670 immatricolazioni, lo 0,8% in più dell'analogo periodo dell'anno scorso. I dati sono dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei dell'auto. Il gruppo Stellantis ha immatricolato a novembre in Europa più Paesi Efta e Regno Unito 171.779 auto, il 21,2% in meno dello stesso mese del 2020. La quota è pari al 19,9% a fronte del 20,8%.
    Negli undici mesi le immatricolazioni del gruppo sono 2.201.337, in crescita dello 0,8% rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso. Invariata la quota pari al 20,3%. Continua la nefasta serie rossa dei dati sul mercato automobilistico dell'Europa Occidentale" con una contrazione rispetto al novembre 2019 del 28,7%. Un calo in linea con quello dei primi 11 mesi dell'anno, che, rispetto al 2019, è del 25,6%. E' il commento del Centro Studi Promotor. Per il presidente Gian Primo Quagliano, "mentre l'economia sta recuperando, il mercato dell'auto dell'Europa Occidentale procede a tre cilindri. Il calo infatti tra gennaio-novembre 2021 e gennaio-novembre 2019 è infatti del 25,6%". Diverse - spiega il Csp - sono le cause di questa situazione. In tutta Europa, anche se l'automobile si conferma come il mezzo più sicuro contro la possibilità di contagi nei viaggi, la mobilità ha subito una forte contrazione. In tutta Europa si sta abbattendo sul settore dell'auto un vero tsunami: la crisi nei semiconduttori, che aggiunge ai problemi della domanda anche problemi per l'offerta, fortemente penalizzata da fermate produttive per carenza di semiconduttori. Nei primi 11 mesi del 2021 soltanto i piccoli mercati dell'Islanda e della Norvegia registrano una crescita. Tutti gli altri sono in rosso, compresi i cinque maggiori Paesi che assorbono 7 auto per ogni 10 vendute. La Germania, sempre rispetto al 2019, chiude il consuntivo gennaio-novembre con un calo del 28%, la Francia perde il 25,1%, l'Italia il 22,8%, la Spagna il 32,9% e il Regno Unito il 28,8%. Per quanto riguarda le prospettive per il 2022 per il mercato italiano, il Centro Studi Promotor ipotizza un volume di immatricolazioni di 1.500.000 unità nell'intero anno, con un calo rispetto al 2019 del 21,7%. "Sarà il terzo anno consecutivo di passione per il mercato italiano e non ci sono ragioni per ipotizzare che la situazione sia diversa nell'intera Europa Occidentale", spiega il Csp.

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Superbonus: più burocrazia e controlli? Cosa cambia davvero - QuiFinanza

Si parla nuovamente di obblighi e documenti necessari per accedere ai bonus edilizi, come il Superbonus al 110%, ma non bisogna essere spaventati dalla burocrazia in aumento per la richiesta delle agevolazioni. I controlli sono aumentati a causa del decreto Antifrodi approvato a novembre, che ha introdotto nuove misure urgenti per il contrasto alle frodi anche per le detrazioni e la cessione dei crediti per i lavori.

I documenti da presentare sono già cambiati e fanno già parte della procedura per accedere ai bonus edilizi a partire dal 12 novembre 2021. Nessun nuovo allarme, dunque, come erroneamente riportato da alcune testate. Si tratta infatti delle novità di cui vi abbiamo già parlato in precedenza, ma che è giusto ribadire per fugare ogni dubbio.

Superbonus e bonus edilizi: i nuovi documenti da presentare

In base a quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate, per accedere ai bonus edilizi è ora necessario presentare, oltre ai documenti già indispensabili per l’avvio delle pratiche, anche i seguenti.

  • Il visto di conformità (qui la guida) che verifica la corretta applicazione delle norme e quindi che la procedura sia valida a tutti gli effetti.
  • L’asseverazione delle spese, che invece attesta che i costi sostenuti siano effettivamente in linea con i lavori di ristrutturazione effettuati sulla casa.

Superbonus e bonus edilizi: aumentano i controlli fiscali

Ad aumentare con il decreto Antifrodi sono però anche i controlli, e non solo gli obblighi da parte del contribuente che intende accedere ai bonus casa. L’articolo 2 del decreto prevede proprio il rafforzamento dei controlli preventivi.

L’Agenzia delle Entrate stessa provvede a monitorare i profili di rischio di chi richiede le agevolazioni, procedendo anche all’eventuale sospensione per 30 giorni della domanda per i bonus, in base anche alla regolarità e alla coerenza dei dati indicati con quelli presenti nell’Anagrafe tributaria.

Altri controlli vengono invece effettuati dagli intermediari finanziari e bancari, che non possono procedere ad acquisire il credito di fronte alla segnalazione di operazioni sospette, con l’obbligo di astensione nei casi in cui sia impossibile effettuare una verifica adeguata della clientela.

Superbonus e bonus edilizi: perché aumenta la burocrazia

Lo scopo del decreto Antifrodi è quello di individuare richieste fittizie, interventi pagati con capitali di origine illecita e attività finanziarie abusive dei soggetti che acquistano crediti.

Dunque con gli ulteriori passaggi burocratici introdotti a metà novembre non si valuta esclusivamente l’idoneità della domanda per il Superbonus al 110% e per gli altri bonus edilizi, ma si effettua una valutazione globale che può mettere a rischio la richiesta da parte del contribuente non in regola.

Vi abbiamo già parlato qui dei nuovi documenti necessari per accedere ai bonus casa. Ma attenzione alle date e alle proroghe. Tutto potrebbe cambiare con la manovra 2022, come anticipato qua.

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Thursday, December 16, 2021

Turchia, nuovo taglio dei tassi di interesse nonostante l’inflazione sopra al 21%. Lira in caduta libera - Il Fatto Quotidiano

La banca centrale turca ha tagliato dell’1% i tassi di interesse portandoli al 14%. Si tratta del quarto ribasso consecutivo nel giro di pochi mesi ed è stato deciso nonostante l’inflazione nel paese risulti in salita e ormai oltre al 21%. I tassi sono quindi 7 punti percentuali al di sotto dell’inflazione. La banca centrale ha promesso che questo sarà l’ultimo intervento al ribasso sul costo del denaro. Tuttavia, dopo l’annuncio, la lira tura ha perso il 5% nei confronti del dollaro. Rispetto allo scorso settembre il valore della lira si è praticamente dimezzato. Tre mesi fa servivano 8,3 lire in cambio di un dollaro, oggi 15,4. Una situazione che favorisce l’importazione di inflazione dall’estero poiché i prodotti importati costano sempre di più e mette in seria difficoltà le aziende che vendono prevalentemente sul mercato interno e/o hanno obbligazioni denominate in valuta estera. Per cercare di arginare la caduta della lira la banca centrale ha ripetutamente venduto dollari sul mercato.

Tuttavia il presidente turco Recep Tayyip Erdogan spinge da sempre per una politica monetaria espansiva poiché, a suo dire, frenerebbe invece l’inflazione. L’incremento dei tassi sarebbe invece mossa voluta dagli investitori esteri per colpire l’economia del paese fiaccandone lo slancio. In generale politiche monetarie espansive (e quindi riduizione dei tassi e/o acquisti di titoli) aiutano la crescita economica ma possono favorire il rialzo dell’inflazione. Nel portare avanti questa sua visione Erdogan ha sostituito nel tempo una schiera di presidenti della banca centrale e ministri. Ieri gli ultimi avvicendamenti con la rimozione dei due viceministri delle finanze Sakir Ercan Gul e Mehmet Hamdi Yildirim. Oggi il presidente Erdogan, alle prese con un calo della popolarità, dovrebbe annunciare un incremento dei salari minimi nel paese, elemento che potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di spinta sull’inflazione.

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Fed, il cambio di rotta di fronte all’inflazione: previsti tre rialzi dei tassi nel 2022. Attesa per le mosse della Bce

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Bce, stop agli acquisti aggiuntivi di titoli dal prossimo marzo. Forte rialzo per le stime di inflazione (3,2% nel 2022)

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Nei guai col conto corrente: la mossa da evitare a gennaio - ilGiornale.it

Il nuovo anno, in arrivo tra sedici giorni, porterà novità importanti per quanto riguarda i conti correnti e i libretti postali. Si tratta di un vero e proprio capovolgimento, con una serie di paletti da rispettare per ciò che concerne i versamenti e i prelievi. Lo scopo principale è quello di stroncare definitivamente l’evasione fiscale e le operazioni in nero. Ma vediamo nei particolari a cosa andranno incontro i contribuenti italiani dal primo gennaio 2022.

Sempre meno contante

Innanzitutto, come già ampiamente anticipato, dal prossimo anno non si potrà pagare più in contanti per cifre superiori ai mille euro. Fino a oggi si può utilizzare in moneta fino a 1.999,99 euro, dal primo gennaio questo tetto cala a 999,99 euro. Per somme superiori ci sarà l’obbligo di pagamento con carte elettroniche o con altri strumenti tracciabili come assegni o bonifici. Anche se si intendono donare soldi a un figlio o un familiare sarà necessario procedere con un bonifico o con un assegno.

Prelievi e versamenti

Questa regola così rigida, però, non vale per i prelievi e i versamenti dai conti correnti e dai libretti postali. Qui la soglia di 999,99 euro non va rispettata, anzi non sono previsti limiti particolari. Ciò, comunque, non significa che si può versare o prelevare a piacimento, senza rispettare nessuna regola. Se si ritirano dal bancomat più di mille euro, la banca è nelle condizioni di chiedere ai clienti spiegazioni per un’operazione del genere. L’utente deve essere sempre nelle condizioni di poter giustificare il movimento bancario, dimostrando che il denaro arriva da flussi leciti. Se questa condizione non è rispettata, l’Agenzia delle entrate può avviare procedimenti sanzionatori, ritenendo il cliente un evasore fiscale.

Le sanzioni

A cambiare, in ogni caso, sono anche le sanzioni per chi trasgredisce le regole. Ad essere multato non sarà solamente chi supera il limite previsto per i pagamenti in contanti, ma pure chi accetta il denaro. Abbassando la cifra del contante è stata ridotta anche la multa. Con la soglia di pagamento a 1999,99 euro la sanzione minima prevista al trasgressore era di 2mila euro. Con il limite a 999,99 euro la sanzione minima si dimezzerà a mille euro.

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Wednesday, December 15, 2021

L'Istat rivede al ribasso inflazione e carrello della spesa - Agenzia ANSA

L'Istat rivede al ribasso le stime di inflazione. Nel mese di novembre si stima che l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,6% su base mensile e del 3,7% su base annua (da +3,0% del mese di ottobre). La stima preliminare era +3,8%. L'ulteriore accelerazione, su base tendenziale, dell'inflazione è ancora una volta dovuta in larga parte ai prezzi dei Beni energetici (da +24,9% di ottobre a +30,7%) e, in particolare, a quelli della componente non regolamentata (da +15,0% a +24,3%).

I prezzi del cosiddetto 'carrello della spesa', che include Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, registrano a novembre un'accelerazione tendenziale (da +1,0% a +1,2%). Più sostenuta l'accelerazione dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +3,1% a +3,7%). Lo rende noto l'Istat diffondendo i dati definitivi sui prezzi a novembre. La precedente stima dei prezzi del "carrello della spesa" era di +1,4% mentre per i prodotti ad alta frequenza di acquisto era di +3,8%.

"A novembre, l'inflazione accelera nuovamente, portandosi a un livello che non si registrava da settembre 2008 (quando fu +3,8%) e continuando a essere sostenuta soprattutto dalla crescita dei prezzi dei Beni energetici, con l'accelerazione della componente non regolamentata che segue quella della componente regolamentata registrata a ottobre. Le tensioni inflazionistiche, seppur in misura contenuta, si diffondono anche ad altri comparti merceologici, in particolare i Beni alimentari e i Servizi relativi ai trasporti, e l'inflazione di fondo sale a livelli che non si vedevano da maggio 2013". E' il commento dell'Istat. L' 'inflazione di fondo', al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe da +1,1% di ottobre a +1,3%. Mentre l'inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,9% per l'indice generale e a +0,8% per la componente di fondo. L'aumento congiunturale dell'indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+7,9%) e, in misura minore, degli Alimentari non lavorati (+1,4%) e lavorati (+0,6%). Diminuiscono, invece, i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,7%, per ragioni ascrivibili per lo più a fattori stagionali) e dei Beni durevoli (-0,4%). Su base annua accelerano sia i prezzi dei beni (da +4,2% a +5,1%) sia quelli dei servizi (da +1,3% a +1,7%); il differenziale inflazionistico tra questi ultimi e i prezzi dei beni rimane negativo (-3,4 punti percentuali), ampliandosi rispetto a quello registrato a ottobre (-2,9).

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In attesa della Fed, a che punto siamo con le valutazioni azionarie Da Investing.com - Investing.com

In attesa della Fed, a che punto siamo con le valutazioni azionarie © Reuters.

Di Francesco Casarella

Investing.com - La Federal Reserve comunicherà al mercato la in termini di politica monetaria questa sera alle 20:00 CET con la del governatore Jerome Powell alle 20:30 CET (che potrete seguire Live qui su Investing.com).

I fari del mercato non sono puntati sui tassi d'interesse ma su come il Marriner S.Eccles Building reagirà al picco inflazionistico. Che ormai la Fed ( in primis) e altre banche centrali siano convinte del fatto che l’inflazione non solo non è transitoria, è diventata cosa nota non molo tempo fa.

Risulta pertanto fondamentale comprendere quali saranno i prossimi passi, soprattutto ora che Jerome Powell, presidente della Fed, è stato rieletto e quindi può magari prendere decisioni più “scomode” senza l’assillo del mantenimento della poltrona.

Il Quantitative Easing (programma di acquisto titoli che per la Fed ammonta ora a $105 miliardi) piuttosto che il rialzo dei tassi di interesse, sono i due temi che maggiormente potrebbero impattare sui mercati.

Il primo perché ormai le Banche Centrali detengono letteralmente trilioni di di asset nei loro bilanci (la Fed ad esempio ne ha per 8.6 trilioni di dollari, fonte Yardeni Research) e se questi asset venissero riversati sui mercati la reazione potrebbe essere molto pesante. Secondo, perché le valutazioni oggi di tutte le principali asset class, sono a livelli estremamente alti.

In particolare abbiamo i rendimenti obbligazionari ai minimi storici negativi (in termini reali), e la stessa cosa possiamo dire dei rendimenti azionari (earning yield, inverso del rapporto Prezzo/Utili, negativo in termini reali).

Se poi confrontiamo le valutazioni con altri periodi storici, ci rendiamo conto ad esempio che le valutazioni delle 10 principali componenti dell’indice hanno superato addirittura quelle della bolla dotcom dei primi anni duemila.

Questo potrebbe essere un problema perché un rialzo generalizzato dei tassi avrebbe il grosso problema di alzare il tasso di attualizzazione dei valori di oggi (1 Euro oggi non vale 1 Euro domani, e 10 Euro domani attualizzati al 1% valgono molto di più di 10 Euro attualizzati al 5%), e quindi rendere il valore attuale delle azioni molto più ridotto.

Quindi aspettando la Fed, oggi 15 dicembre sarà una data molto importante, cosa deciderà Powell? I mercati attendono.

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