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Monday, May 16, 2022

McDonald’s lascia la Russia. Lo storico debutto nell’Urss di 32 anni fa - Corriere della Sera

McDonald’s ha deciso di vendere le proprie attività in Russia. Lo ha comunicato la catena di ristoranti fast food statunitense, che operava nel paese da 32 anni. La decisione fa seguito all’invasione di Mosca dell’Ucraina ed è significativa per un marchio che si è espanso in tutto il mondo ed è diventato simbolo della globalizzazione. All’inizio del conflitto aveva annunciato la chiusura temporanea dei suoi 850 punti vendita russi, ricevendo alcune critiche perché arrivata piuttosto in ritardo rispetto all’addio di altre aziende. Ora il gruppo ha deciso di lasciare completamente la Russia.

Il debutto nel 1990

Il debutto della più famosa catena di fast food occidentali avvenne il 31 gennaio del 1990, quando aprì il primo McDonald’s in piazza Pushkin a Mosca: un evento epocale e di valore simbolico che segnò l’espugnazione da parte della cultura occidentale e consumistica del «fortino» sovietico: il primo giorno il McDonald’s moscovita registrò 31.000 clienti che attesero in fila per ore di pagare un hamburger 3,75 rubli (lo stipendio medio era allora di 150 rubli mensili).Venne stracciato il record precedente di 9.000 clienti registrati il giorno del debutto di McDonald’s a Budapest. «Se non puoi venire in America, vai da McDonald’s» diceva lo slogan con cui venne lanciata l’inaugurazione. Anche l’allora presidente russo Boris Eltsin venne immortalato seduto ai tavolini del ristorante a stelle e strisce.

La comunicazione

Sotto la crescente pressione dei consumatori sono molte le imprese che hanno parzialmente o completamente sospeso le loro attività in Russia, fermando ulteriormente le aspirazioni di espansione già molto frenate da due anni di pandemia. Sono poche, però, le aziende che se ne sono andate del tutto, a causa delle preoccupazioni per i dipendenti e per il timore delle difficoltà di rientrare eventualmente in Russia dopo un ritorno alla normalità. «È una questione complicata, senza precedenti e con profonde conseguenze - ha scritto Chris Kempczinski, amministratore delegato di McDonald’s, in un messaggio al franchising, dipendenti e fornitori ottenuto dal New York Times -. Alcuni potrebbero obiettare che fornire accesso al cibo e continuare a dare lavoro a decine di migliaia di cittadini comuni sia sicuramente la cosa giusta da fare. Ma è impossibile ignorare la crisi umanitaria causata dalla guerra in Ucraina».

Un acquirente locale

A marzo McDonald’s ha dichiarato che avrebbe chiuso temporaneamente le sue operazioni in Russia, così come molte altre catene, tra cui Starbucks, Kfc e Pizza Hut. Secondo indiscrezioni, la catena di fast food prevede di vendere la propria attività a un acquirente locale, che sostituirà il proprio brand a quello di McDonald’s - non utilizzando quindi il nome e il marchio - mantenendo l’attività di ristorazione fast food: il nuovo marchio dovrebbe essere «Zio Vania», con un logo che ricorda da vicino quello della catena Usa. Il nuovo logo risulta depositato il 12 marzo scorso.Secondo fonti russe, la Russkoye Pole Logistic, un ramo del gruppo produttore di verdure in scatola Ruspole Brands, è la società che ha depositato presso la Rospatent, il Servizio federale russo per la proprietà intellettuale, una domanda per la registrazione del marchio “Uncle Vanya”, che include l’immagine della lettera V (che graficamente ricorda la nostra lettera B) rifacendosi al logo della catena di ristoranti McDonald’s. L’azienda ha affermato che le sue «priorità includono cercare di garantire che i dipendenti di McDonald’s in Russia continuino a essere pagati fino alla chiusura di qualsiasi transazione e che i dipendenti abbiano un futuro impiego con qualsiasi potenziale acquirente». A seguito di questa mossa, la Russia registrerà una svalutazione compresa tra 1,2 e 1,4 miliardi di dollari e riconoscerà «perdite di traduzione in valuta estera», ha dichiarato McDonald’s nel comunicato.

La scelta di Renault

L’annuncio di McDonald’s fa seguito a quella presa anche da Renault. Le sue attività russe passano direttamente a Mosca: il gruppo automobilistico ha deciso per la cessione del 100% delle azioni in Renault Russia al governo. La decisione è stata presa all’unanimità dal board. Ceduta anche la partecipazione del 67,69% in Avtovaz all’Istituto centrale di ricerca e sviluppo automobili e motori di Mosca (Nami). Nel dettaglio, l’accordo prevede un’opzione di riacquisto da parte di Renault, che ricordiamo è al 15% di proprietà dello Stato francese, della propria partecipazione in Avtovaz, esercitabile in determinati momenti nei prossimi 6 anni.

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