Rechercher dans ce blog

Monday, January 3, 2022

Apple supera i 3 mila miliardi di capitalizzazione: è la prima volta che succede - Corriere della Sera

Non era mai successo. E forse non poteva che capitare ad Apple: la società di Cupertino è la prima a superare alla Borsa di Wall Street la soglia psicologica dei 3 mila miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Dall’inizio del 2021 i titoli di Apple hanno guadagnato il 38% e il 2022, evidentemente, è cominciato ancora meglio con il raggiungimento della quotazione di 182,88 dollari (+3%) che ha permesso lo sfondamento del tetto fino ad oggi inviolato. Per riuscirci serviva toccare i 182,86 dollari.

Adblock test (Why?)


Apple supera i 3 mila miliardi di capitalizzazione: è la prima volta che succede - Corriere della Sera
Read More

Auto: +5,5% immatricolazioni in Italia nel 2021 - Industria - ANSA.it - Agenzia ANSA

Il mercato italiano dell'auto ha chiuso il 2021 con 1.457.952 immatricolazioni, in crescita del 5.5% rispetto al 2020. Nel mese di dicembre sono state vendute 86.679 auto, il 27,54% in meno dello stesso mese dell'anno precedente. I dati sono del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. 

Nel 2021 il gruppo Stellantis ha immatricolato in Italia 549.775 auto, il 2,6% in più del 2020. La quota è par al 37,7% rispetto al 38,8% dell'anno precedente. A dicembre il gruppo ha venduto 31.687 auto, in calo del 34,8%, con la quota che scende al 36,6% dal 40,6%.

"Il primo dato statistico sul 2021, quello sulle immatricolazioni di auto, è purtroppo catastrofico". Lo sottolinea il Centro Studi Promotor, secondo il quale non si può così assicurare la regolare sostituzione del parco circolante (40 milioni di auto) e si determina un ulteriore invecchiamento delle auto con effetti fortemente negativi sull'inquinamento e sulla sicurezza. Il Centro Studi Promotor spiega che rispetto al 2019, "il calo è di ben il 23,9%" e che per il 2022 la previsione è di 1.500.000 immatricolazioni. "Se così fosse - spiega - nel triennio 2020-2022 verrebbero immatricolate in Italia 4.339.708 contro il livello minimo di sei milioni necessario per evitare un ulteriore decadimento del vetusto parco auto. I fattori sono gli stessi che hanno determinato i disastrosi risultati del 2021: il persistere della pandemia, l'economia in recupero ma con molti settori e persone in difficoltà, la crisi del microchip, il disorientamento degli acquirenti in vista di una transizione ecologiche che non decolla, il turbamento dei concessionari per la decisione di molte case automobilistiche di voler superare il sistema di distribuzione basato sulle concessionarie". "In questo quadro tutt'altro che rassicurante - commenta Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - è necessario che venga varato, come in altri paesi, un progetto organico di transizione all'elettrico con un piano triennale di incentivi per l'acquisto con rottamazione di vetture euro 6d con emissioni di CO2 contenute e per l'acquisto, con o senza rottamazione, di vetture elettriche. Questa misura dovrebbe essere strutturale e dovrebbe prevedere uno stanziamento di almeno tre miliardi nel triennio, dovrebbe essere subito affiancata da incentivi per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, da un'azione di corretta informazione dell'utente, dall'indicazione delle fonti di finanziamento per la transizione all'elettrico, dall'indicazione delle misure compensative per neutralizzare l'effetto dei cali di occupazione e di produzione legati alla transizione ecologica e per fare in modo che il fabbisogno di energia elettrica generato dalla nuova mobilità sia coperto solo con fonti rinnovabili".

"L'Unrae ribadisce il forte sconcerto per la decisione delle Istituzioni di non assegnare nella Legge di Bilancio le risorse economiche necessarie per incentivare il mercato dell'auto con un piano triennale. Finora, le pur scarse risorse destinate con interventi 'stop and go' hanno avuto un impatto positivo nel promuovere la mobilità elettrica: le immatricolazioni di veicoli full-electric, plug-in hybrid e hybrid sono, infatti, aumentati del 274% nell'ultimo anno e mezzo, con indubbio impatto positivo sul rinnovo del parco e sulla riduzione emissioni". Lo afferma il presidente Michele Crisci. "L'assenza di una strategia almeno di medio periodo, con un piano di interventi organico - aggiunge Crisci - farà ricadere i costi economici della transizione sui consumatori, e i costi sociali sui lavoratori di un comparto che genera un fatturato commisurabile al 20% del Pil. Di fronte al segnale scoraggiante di una Legge di Bilancio priva di attenzione verso un settore fondamentale della transizione ecologica l'Unrae sostiene la necessità urgente di istituire un tavolo di lavoro che definisca una strategia volta a incentivare la diffusione di vetture di ultima generazione, accelerare il rinnovo del parco circolante, promuovere le infrastrutture di ricarica e varare la riforma fiscale del settore".

"A dicembre il mercato auto registra, per il sesto mese consecutivo, un pesante calo a doppia cifra (-27,5%), nonostante un giorno lavorativo in più a dicembre 2021 rispetto a dicembre 2020 (22 giorni contro 21)". Lo sottolinea Paolo Scudieri, presidente dell'Anfia. "Il 2021, anno indiscutibilmente difficile per il mercato dell'auto, apertosi in piena pandemia e ostacolato dai problemi di approvvigionamento e rincari delle materie prime, a cui si è affiancata una preoccupante crisi della logistica e, in tempi più recenti, un'impennata dei costi dell'energia, si chiude, così, in recupero rispetto al 2020 (+5,5%), ma ancora molto lontano dai livelli pre-covid del 2019 (-23,9%). Riguardo alle prospettive 2022 per le materie prime, se per l'acciaio la situazione è probabilmente destinata a migliorare nei prossimi mesi, per i microchip occorrerà attendere almeno fino al 2023 e anche sul fronte della logistica non vedremo così rapidamente un ritorno alla normalità. Purtroppo, inspiegabilmente, la Legge di Bilancio 2022 approvata lo scorso 30 dicembre non prevede alcuna misura pluriennale di incentivazione all'acquisto di autovetture a zero e a bassissime emissioni né altre misure a supporto della graduale ripresa del comparto e, soprattutto, della transizione ecologica ed energetica che sta affrontando. A oggi, siamo l'unico tra i maggiori Paesi europei a non avere un piano di incentivazione per la diffusione delle nuove tecnologie in funzione dello svecchiamento del parco circolante. Inoltre, l'assenza di un piano per la transizione avrà un pesante impatto sociale sul settore, mettendo a rischio oltre 70.000 posti di lavoro nel nostro Paese".

Adblock test (Why?)


Auto: +5,5% immatricolazioni in Italia nel 2021 - Industria - ANSA.it - Agenzia ANSA
Read More

Turchia, l'inflazione vola al 36%. Ankara impone alle aziende di convertire in lire un quarto dei ricavi realizzati all'estero - Il Fatto Quotidiano

La lira turca apre il nuovo anno come aveva finito il vecchio: in calo e con una crisi valutaria che rischia di avvitarsi e precipitare velocemente. Oggi è stato diffuso il dato sull’inflazione di dicembre, salita al 36% (dal 20% del mese precedente) toccando il livello più alto degli ultimi 19 anni. Un incremento sensibilmente superiore alle attese. Nel corso del 2021 la lira ha perso il 44% nei confronti del dollaro. Questa situazione che rende estremamente oneroso il debito emesso in valuta estera dalle aziende turche e genera un effetto di “importazione di inflazione”. Tutti i prodotti che provengono dall’estero costano infatti di più, riducendo il potere d’acquisto di chi ha redditi in valuta nazionale.

Tre settimane fa il presidente Recep Tayyip Erdogan delle misure di emergenza per cercare di tutelare i risparmi dei cittadini turchi. In sostanza lo Stato si fa carico di rimborsare l’eventuale differenza tra la perdita di valore della lira e i tassi di interesse pagati sui conti in banca. Una misura che ha però l’effetto di gravare sui conti dei pubblici del paese che, almeno per ora, non mostrano particolari criticità. L’annuncio ha avuto l’effetto di invertire temporaneamente la discesa della lira, una risalita è stata favorita anche da un massiccio intervento della banca centrale turca che ha venduto dollari e comprato lire.

La scorsa settimana il governo turco ha però invitato i cittadini a depositare l’oro in loro possesso nelle banche nazionali e a mantenere i depositi solo in valuta nazionale. Disposizione che ha provocato un nuovo tonfo della valuta. Oggi Ankara ha invece annunciato che chiederà alle aziende esportatrici di convertire in lire un quarto dei ricavi realizzati all’estero (e dunque in valuta straniera). La conversione sarà gestita dalla banca centrale che in questo modo accresce le sue disponibilità di monete pregiate come dollaro o euro.

Tutte queste misure vengono messe in campo per l’impossibilità di alzare i tassi di interesse, ossia la mossa che tutte le banche centrali utilizzano come primo rimedio contro la svalutazione della moneta e l’inflazione. Il presidente Erdogan è fortemente contrario a questo provvedimento che ha l’effetto collaterale di rallentare la crescita economica. La banca centrale ha quindi fatto l’opposto: ridotto dal 19% al 14% il costo del denaro nel giro di 4 mesi. Per chi ha depositi significa un rendimento negativo del 22% (la differenza tra l’aumento dei prezzi e i soldi che riceve come interessi)

La banca centrale turca è influenzata dal governo e gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un andirivieni di governatori. Quelli sgraditi ad Erdogan sono stati velocemente rimpiazzati. Nel 2023 si terranno le elezioni che il presidente punta a vincere. Per la prima volta però i sondaggi danno le forze di opposizione davanti al partito di governo.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Con la legge di bilancio cade l’oscurantismo più tetro sull’economia italiana

next

Adblock test (Why?)


Turchia, l'inflazione vola al 36%. Ankara impone alle aziende di convertire in lire un quarto dei ricavi realizzati all'estero - Il Fatto Quotidiano
Read More

'Crescita del Pil confermata +6,3% nel 2021, forse di più' - Agenzia ANSA

"L'economia italiana nel mese di dicembre conferma la straordinaria resilienza della sua manifattura. L'indice PMI manifatturiero relativo al mese di dicembre, si attesta per il diciottesimo mese consecutivo in territorio di espansione, a quota 62, ben oltre il 50, che è lo spartiacque tra l'espansione e la contrazione". Lo afferma il ministro della P.a. Renato Brunetta in una nota. "Questi dati - aggiunge - rafforzano la previsione di crescita del Pil per il 2021 al +6,3% e, anzi, potrebbero portarci in dono qualche ulteriore decimale: magari potremmo registrare una crescita della nostra economia al +6,4/6,5%". 

L'indice Pmi manifatturiero dell'Italia rallenta a dicembre a 62 punti dal record di 62,8 di novembre. Il dato, diffuso da IHS Markit, segna il 18esimo mese consecutivo di espansione dello stato di salute del settore (quota 50 è la soglia di demarcazione tra crescita e contrazione dell'attività) ed è comunque superiore alle attese degli analisti che avevano previsto 61,5 punti.
   

Adblock test (Why?)


'Crescita del Pil confermata +6,3% nel 2021, forse di più' - Agenzia ANSA
Read More

Sunday, January 2, 2022

Elon Musk chiude il 2021 da uomo più ricco del mondo. La pandemia aumenta il divario economico - Corriere della Sera

di Federico Cella

Il ceo di Tesla con 270 miliardi di dollari raggiunge il maggior livello di ricchezza dell’era moderna e in generale i top 500 hanno visto il patrimonio crescere di oltre mille miliardi in un anno. Secondo Bezos, quarto Gates che «paga» il divorzio dalla moglie

I ricchi? Sono più ricchi. E i poveri? Sono aumentati. L’equazione economica della pandemia è piuttosto lineare. A raccontarla anche meglio arriva la classifica di fine anno del Bloomberg Billionaire Index, la classifica dei 500 più ricchi del mondo, che messi insieme superano gli 8.400 miliardi di dollari, cioè più del Pil di ogni Paese del mondo, fatta eccezione per Stati Uniti e Cina. E chi è il capofila dei miliardari? Si conferma Elon Musk, il ceo di Tesla Motors - eletto da Time Persona dell’anno - non è anzi mai stato così ricco: Musk, con i suoi 270 miliardi di dollari di patrimonio personale ha raggiunto il maggior livello di ricchezza nell’era moderna, al netto dell’inflazione. Nel corso del 2021, con il mercato azionario in ascesa e l’apprezzamento di quasi tutto, dagli immobili alle criptomonete alle materie prime, i 500 più ricchi del mondo hanno aggiunto alla propria saccoccia più di mille miliardi di dollari di valore personale. Per capirci, il valore del solo imprenditore di origine sudafricana, a capo anche di Space X, equivale all’1,29 del Pil degli Stati Uniti, all’11,2% del valore del mercato immobiliare Usa ed è pari a 4.003.622 volte il guadagno medio di una famiglia americana.Il tutto mentre dall’altro lato del campo, la pandemia ha portato - secondo le stime della Banca Mondiale - più di 150 milioni di persone oltre le soglie dell’estrema povertà.

È la prima volta nella storia che i 10 super-ricchi hanno fortune personali che superano i 100 miliardi di dollari. Secondo Bloomberg, una dimostrazione di come la ripresa dallo choc economico per l’emergenza sanitaria sia stata disomogenea e abbia radicalizzato le disparità, con i più ricchi che hanno beneficiato di una politica fiscale allentata. A questo aggiungiamo il crescente fatturato di tutte le imprese che si occupano di digitale a vario titolo, grazie all’impennata di piattaforme e hardware per la comunicazione e in generale per le attività a distanza. Otto dei primi 10 ricconi si confermano imprenditori nel campo della tecnologia.

Elon Musk ha raggiunto la vetta della classifica con un patrimonio di 273,5 miliardi di dollari e un guadagno del 75% grazie alla scommessa degli investitori sulle auto elettriche di Tesla. Il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, è sceso al secondo posto con 194,2 miliardi dollari con il colosso dell’e-commerce e del cloud che è salito solo del 2% rispetto al 2020. Dietro di lui il francese Bernard Arnault, il patron del colosso del lusso Lvmh, con una fortuna di 177,1 miliardi dollari: le azione del suo impero sono cresciute del 55% lo scorso anno, anche grazie a importanti investimenti come i 15 miliardi di dollari spesi a fine 2020 per rilevare Tiffany. Scivola in quarta posizione Bill Gates, con un patrimonio stimato in 138,3 miliardi di dollari: hanno pesato il divorzio da Melinda, che lo ha costretto a cedere alla moglie una fetta di titoli Microsoft, e una crescita della società solo del 5%. Sesto Mark Zuckerberg, il patron di Meta-Facebook, con 128,4 miliardi (e +24% rispetto al 2020), preceduto da Larry Page, fondatore di Alphabet-Google, che a fine anno aveva un patrimonio di 129,5 miliardi di dollari, cresciuto del 57%. Il suo «gemello» Sergey Brin è al settimo posto e precede l’unico altro non-tech, il sempreverde Warren Buffet. A chiudere la classifica un altro miliardario storico come Larry Ellison, co-fondatore di Oracle.

Escluso Arnault, francese, i primi 10 sono tutti imprenditori americani. Per gli omologhi cinesi infatti il 2021 è stato in realtà l’anno peggiore da quando - nel 2012 - Bloomberg ha incluso il Paese nella sua classifica. La perdita totale di 61 miliardi di dollari è legata alle politiche di «prosperità condivisa» promossa dal governo. Al 37esimo posto, con 35,9 miliardi di dollari e una crescita di 1,75 miliardi anno su anno, troviamo Giovanni Ferrero e famiglia, primo degli italiani. Solo due posizioni in meno per Leonardo Del Vecchio (34,5 miliardi, +9,75 miliardi), fondatore di Luxottica. Scendendo ancora, troviamo: al posto 204 Paolo Rocca e famiglia (11,1 miliardi, +1,12 miliardi), amministratore delegato del gruppo Techint (Tenaris); al 301esimo Silvio Berlusconi (8,77 miliardi, +684 milioni); al 477esimo Miuccia Prada (5,93 miliardi, -20,9 milioni); al 479esimo Patrizio Bertelli, l’amministratore delegato del gruppo Prada, con 5,91 miliardi di patrimonio personale e un aperdita di 21 milioni anno su anno.

2 gennaio 2022 (modifica il 2 gennaio 2022 | 17:30)

Adblock test (Why?)


Elon Musk chiude il 2021 da uomo più ricco del mondo. La pandemia aumenta il divario economico - Corriere della Sera
Read More

'Il 2022 parte con 69 imprese in crisi, 80mila i lavoratori' - Agenzia ANSA

"I tavoli attualmente aperti presso il Mise sono 69, con 55 tavoli attivi e 14 di monitoraggio per un totale di oltre 80mila lavoratori coinvolti". Così il coordinatore della nuova Struttura per le crisi di impresa del Ministero Luca Annibaletti in un'intervista all'ANSA sull'avvio del 2022 sul fronte delle crisi aziendali. Molte "hanno origini lontane e sono legate sia alla mancanza di competitività delle nostre produzioni di gamma non elevata ed all'acquisizione dei nostri campioni nazionali da multinazionali estere", spiega, precisando che le misure di sostegno del governo per il covid hanno "limitato l'insorgere" di nuove crisi. 
   

Adblock test (Why?)


'Il 2022 parte con 69 imprese in crisi, 80mila i lavoratori' - Agenzia ANSA
Read More

Saturday, January 1, 2022

La stangata arriva anche all’Ikea, nel 2022 rincari di almeno il 9% sui prezzi di tutto il catalogo - Il Fatto Quotidiano

Il colosso svedese dell’arredamento Ikea ha annunciato che nel 2022 aumenterà i prezzi dei suoi prodotti in media del 9%. “Purtroppo, per la prima volta da quando l’aumento dei costi ha iniziato a influenzare l’economia globale, dovremo trasferire alcuni aumenti sui costi finali per i nostri clienti”, ha affermato Ingka Group, la holding che controlla 367 punti vendita dei 422 di Ikea, ossia oltre il 90% dei suoi negozi nel mondo. In Europa ed Italia i rincari potrebbero essere anche più consistenti. Il + 9% è infatti il ritocco medio a livello globale ma, come spiega l’azienda, i principali aumenti dei costi legati ai trasporti e ai prezzi di fornitura “si fanno sentire principalmente nel Nord America ed Europa“. Gli aumenti avranno variazioni a seconda dei paesi del gruppo e del range, che riflettono le pressioni inflazionistiche locali, ha spiegato Ikea. Nel corso del 2021 il legname è salito del 30% circa.

L’annuncio del gruppo svedese arriva in un contesto di accelerazione dell’inflazione che interessa quasi tutto il mondo. Abbondante liquidità, strozzature delle forniture di materie prime e prodotti finiti oltre ad attriti tra domanda e offerta di lavoro sono i fattori che stanno favorendo una risalita di prezzi. Nella zona euro l’inflazione ha raggiunto a novembre il 4,9% su un anno, record dall’introduzione della moneta unica nel 1999. Negli Stati Uniti l’aumento dei prezzi è stato del 6,8% il mese scorso rispetto a novembre 2020, la sua livello più alto in 39 anni. Ingka Group, ha un fatturato di quasi 40 miliardi di euro l’anno e ha chiuso il 2020 con 1,2 miliardi di utili. È controllata dalla fonazione olandese Stichting Ingka Foundation creata dal fondatore di Ikea Feodor Ingvar Kamprad morto nel 2018.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Morto a 92 anni l’economista Francesco Forte. Fu ministro nei governi di Fanfani e Craxi e vicepresidente dell’Eni

next

Adblock test (Why?)


La stangata arriva anche all’Ikea, nel 2022 rincari di almeno il 9% sui prezzi di tutto il catalogo - Il Fatto Quotidiano
Read More

Dal Mar Rosso la nuova crisi dei prezzi in Italia: 95 milioni di danni al giorno - Today.it

Lo stretto di Bab el-Mandeb è la porta che da sud conduce al Canale di Suez e al Mar Mediterraneo. Si trova all'imbocco del Mar Rosso  e...