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Monday, April 3, 2023

Btp Green, in arrivo la nuova emissione a 8 anni: le caratteristiche del titolo e il rendimento - Corriere della Sera

In arrivo un nuovo Btp Green a 8 anni. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato la nuova emissione del titolo che finanzierà gli investimenti sostenibili sottolineando che sarà un Btp a 8 anni e che l’operazione sarà effettuata «nel prossimo futuro, in relazione alle condizioni di mercato». Il mandato per il collocamento sindacato del nuovo Btp Green, che avrà come detto durata 8 anni e scadenza 30 ottobre 2031, è stato affidato a Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, Bnp Paribas, BofA Securities Europe, Crédit Agricole e Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese.

Gli investimenti green affidati allo Stato: dall’energia rinnovabile

Nella nota nella quale annuncia l’emissione del Btp Green ad 8 anni il ministero dell’Economia ricorda che si tratta di un titolo di Stato italiano dedicato al finanziamento delle spese dello Stato ambientalmente sostenibili nelle seguenti categorie:
- fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e termica;
- efficienza energetica;
- trasporti;
- prevenzione e controllo dell’inquinamento ed energia circolare;
- tutela dell’ambiente e della diversità biologica;
- ricerca
.
Gli obiettivi rispondono alla Tassonomia europea delle attività sostenibili e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 delle Nazioni Unite.

Le caratteristiche del Btp Green

Il primo titolo green dello Stato italiano, ovvero l’esordio nel mercato dei titoli specializzati nel finanziamento pubblico di progetti sostenibili, arrivò nel marzo 2021 .
Ma cosa contraddistingue il titolo verde? Qui, il link al sito del Mef che delinea le caratteristiche del Btp Green.
L’emissione del 2021 era molto più lungo, con scadenza al 2045. E il Tesoro chiuse il collocamento del primo Btp Green con una raccolta di 8,5 miliardi di euro a fronte di una domanda superiore agli 80 miliardi euro. Il rendimento era stato fissato in 12 punti base al di sopra del Btp con scadenza a marzo 2041 (all’1,5%, era un periodo di tassi bassi e bassa inflazione).
Non era stato collocato in asta, ma con la formula del sindacato e riservato agli investitori istituzionali. Nulla vietava, però, anche ai privati cittadini di acquistarlo una volta approdato sul mercato secondario. Anche questa emissione, con scadenza ottobre 2031, sarà affrontata con la formula del sindacato e quindi non immediatamente disponibile per i risparmiatori.

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Le Borse di oggi, 3 aprile. Listini misti in una giornata segnata dal balzo del petrolio. In arrivo nuovo Btp Green - la Repubblica

Piazza Affari continua positiva, il petrolio Wti sopra 80 dollari

Piazza Affari prosegue in rialzo la seduta in una giornata cautamente positiva per la maggior parte delle Borse europee. A sostenere i listini sono i titoli energetici, in forte rialzo dopo la decisione dell'Opec+ di tagliare di un milione di barili al giorno la produzione di petrolio a partire da maggio. Milano sale dello 0,4%, al pari di Parigi, Londra avanza dello 0,6% mentre Francoforte è poco mossa. Contrastati i future su Wall Street, dove il Nasdaq cede lo 0,7% e il Dow Jones sale dello 0,3%. A Piazza Affari corrono Eni (+4,3%) Tenaris (+4,2%) e Saipem (+3,7%) e si muovono bene anche i bancari, con in testa Unicredit (+2,8%) nel giorno dell'avvio del buy back. In leggero rialzo i rendimenti dei titoli di Stato, sui timori che il rialzo del petrolio possa alimentare l'inflazione, con il Btp che sale al 4,13% (+5 punti base) mentre lo spread con il Bund decennale si allarga di 3 punti a quota 183. In vista dell'apertura di Wall street il petrolio arrotonda i rialzi fino al 6,5% con il Wti che torna a sfondare quota 80 dollari al barile, a 80,59 dollari, e il Brent che sfiora gli 85 dollari. L'indice Stoxx dei titoli energetici balza del 4,4%, con Total e Bp che guadagnano il 5% e Shell il 4,5%.

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Sunday, April 2, 2023

Superbonus, detrazioni a 10 anni: come fare, quali spese riguarda e chi può scegliere l'opzione - ilmessaggero.it

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Rinnovabili | Enel raggiunge gli obiettivi annuali, ma solo acquistando gli impianti idroelettrici di Erg - Il Fatto Quotidiano

Enel raggiunge gli obiettivi di nuova capacità rinnovabile installata nel 2022, ma lo fa principalmente grazie all’acquisizione di 527 megawatt di impianti idroelettrici da Erg. Nel piano strategico 2022-2024, infatti, il gruppo prevedeva di aggiungere in Italia una capacità rinnovabile di 161 megawatt (obiettivo non troppo ambizioso, legato alle attese in un sistema fatto di ostacoli burocratici e lentezza degli iter autorizzativi). Con l’acquisizione di Erg si è raggiunta la quota di 643 megawatt (quattro volte il target). Senza si sarebbe rimasti a 116 e, di fatto, c’è un abisso tra la capacità aggiuntiva nell’idroelettrico e quella di solare e fotovoltaico, rimasti al palo nel 2022. Eppure non va così in giro per il mondo. Tant’è che all’inizio dell’anno Enel Green Power ha annunciato di aver “stabilito un nuovo record” nel 2022 costruendo 5.223 megawatt di nuova capacità rinnovabile, compresi 387 megawatt di sistemi di accumulo (BESS, Battery Energy Storage Systems) e che la nuova capacità comprende più di 80 impianti, principalmente solari (2.622 megawatt) ed eolici (2.160). E in Italia? Per raggiungere gli altri Paesi strategici in termini di nuova capacità installata bisognerà attendere il 2025. Almeno secondo le previsioni del gruppo. Per capire, però, come è andato il 2022 di Enel sul fronte della nuova capacità rinnovabile in Italia, ilfattoquotidiano.it ha analizzato i numeri del “Quarterly Bulletin” che contiene i dati operativi del gruppo del quarto trimestre e dell’anno 2022.

La capacità rinnovabile aggiunta da Enel nel 2022 in Italia e in Europa – Nel 2021 Enel aveva mancato gli obiettivi di capacità installata che si era posta nel piano strategico 2021-2023 per Europa e Italia: su 5.176 megawatt di capacità installata a livello globale, 833 megawatt erano in Europa (il target era, però, di 1.122 Mw), 57 in Italia (l’obiettivo era 171). Nella Penisola, in particolare, l’incremento aveva riguardato 29 megawatt nell’idroelettrico, 22 di fotovoltaico, 1 Mw di solare e 4 di geotermico. Nello stesso anno, però, erano stati installati più di 1.364 megawatt in Nord America e 1.950 in America Latina. Nel piano strategico 2022-2024, si prevedeva di aggiungere in Italia una capacità rinnovabile di 161 megawatt e di 1.127 tra Italia, penisola Iberica e resto d’Europa. Obiettivi raggiunti: in Italia, come detto, si è arrivati a 643 (0,6 gigawatt) grazie all’acquisizione degli impianti idroelettrici di Erg situati tra Umbria, Lazio e Marche e questo ha contribuito a raggiungere anche la quota europea di 1575 megawatt (mentre nel mondo sono stati aggiunti 4,9 gigawatt, al netto dei sistemi di accumulo). Analizzando, però, i dati delle singole fonti si evince che lo scorso anno per Enel non può certo definirsi l’anno della svolta. Così come non lo è stato per l’intero Paese, come ha raccontato ilfattoquotidiano.it, tanto che la produzione di energia da rinnovabili nel 2022 è calata del 13% rispetto al 2021. Non solo a causa della crisi idrica e, quindi, del crollo dell’idroelettrico.

Nel 2022 eolico e fotovoltaico non raggiungono i target – A parte il dato sull’idroelettrico di 551 megawatt di nuova capacità (anche senza acquisizione sarebbe arrivato a 116 megawatt, superando il target che era di appena 32 MW), le altre fonti rinnovabili sono rimaste al palo. Per l’eolico si prevedeva di installare 98 megawatt, ma si è arrivati a 68 e per il solare si puntava almeno a 29 megawatt, ma la nuova capacità è arrivata ad appena 21 megawatt. Sul geotermico, 3 megawatt aggiuntivi erano previsti e quelli sono stati realizzati. In una recente intervista al Corriere della Sera, l’amministratore delegato e direttore generale di Enel, Francesco Starace, ha raccontato che “nel 2022 sono stati realizzati 210mila impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici”. “In tutto ci sono sui tetti più di un milione di impianti – ha detto – e nel 2023 ne saranno realizzati altri 300mila”. Si parla di impianti di cittadini privati che Enel allaccia alla sua rete elettrica. Non sono inclusi, dunque, nel conteggio della capacità installata. Ma sono comunque un segnale: nel 2022 Enel Grids ha collegato alle proprie reti 5,6 gigawatt di nuova capacità rinnovabile (2,4 connessi in Italia, di cui 2 GW arrivano da impianti solari fotovoltaici, corrispondenti all’installazione di oltre 6 milioni di pannelli solari standard). Tornando, invece, alla capacità installata nel 2022, analizzando i dati si può fare un paragone con altri Paesi ‘core’ di Enel. Nella Penisola Iberica nel 2022 il gruppo ha aggiunto 980 megawatt di capacità installata: 5 di nuova capacità idroelettrica, ma 337 di eolico e 567 di solare, quasi 20 volte quelli aggiunti in Italia. In America Latina siamo a un totale di 1.364 megawatt (1,3 gigawatt) principalmente di solare (857) ed eolico (492) installato tra Cile e Brasile. In Nord America, la nuova capacità è di 1.985 megawatt, installata principalmente negli Stati Uniti.

Al 2025 in Italia il 12% della nuova capacità aggiunta nel mondo – Non è un segreto, però, che l’azienda prevede di raggiungere numeri più simili a quelli degli altri mercati non nell’immediato. Lo dimostrano le previsione del piano strategico 2023-2025. L’intenzione è quella aggiungere 21 gigawatt nel mondo anche attraverso una gestione ottimale delle infrastrutture. Di questi, 19 gigawatt nei Paesi ‘core business’ (Stati Uniti, Brasile, Cile, Colombia, Spagna e Italia) e principalmente di solare (11 GW), eolico (4) e sistemi di accumulo (4). L’obiettivo finale è arrivare a un totale gestito di circa 75 GW al 2025. Ma dove questa potenza verrà davvero installata, quando e per quali fonti? Escludendo i 4 gigawatt di sistemi di accumulo, gli altri 17 gigawatt saranno di solare (66%), eolico (33%) e idroelettrico (1%). Così divisi geograficamente: il 27% della nuova capacità verrà installato in America Latina, il 26% nella Penisola Iberica, il 23% in Nord America, il 15% tra Africa, Asia e Oceania, il 12% in Italia e il 2% nel resto d’Europa. Leggendo il piano strategico è possibile, poi, capire esattamente quali sono i piani anno per anno. E si scopre cosa dovrebbe accadere nel 2023. In Italia dovrebbero essere aggiunti 108 megawatt in tutto (meno degli obiettivi degli ultimi due anni, ndr): 104 di solare e 4 di idroelettrico. Niente eolico, niente geotermia. Nella penisola Iberica si aggiungeranno, invece, 1,1 gigawatt (dieci volte la potenza installata in Italia): 959 di solare, 135 di eolico e 11 di idroelettrico. In America Latina se ne aggiungeranno 1,2: oltre mille di solare, 156 di eolico e uno di idroelettrico. In Nord America, infine, si arriverà a 854 megawatt aggiuntivi: 815 di solare e 39 di eolico. Le prospettive dovrebbero cambiare tra il 2024 e il 2025. Solo allora, infatti, l’Italia dovrebbe avvicinarsi alla capacità installata aggiuntiva degli altri Paesi. Si prevedono, infatti, iter autorizzativi permettendo l’installazione di 499 megawatt di capacità in più nel 2024 e altri 1.170 nel 2025. Il condizionale, però, è d’obbligo.

I cantieri che verranno avviati nel 2023, alcuni già partiti – Per arrivare a quei numeri, però, i cantieri vanno fatti partire subito. A febbraio scorso Enel ha annunciato che nel 2023 dovrebbero essere aperti 26 cantieri tra parchi solari, sistemi di accumulo e wind farm e che nei primi sei mesi del 2023 sarebbero stati avviati quelli per impianti rinnovabili per una potenza complessiva di oltre 330 MW, in maggior parte da solare. In particolare, nel primo trimestre quelli per impianti fotovoltaici per 206 MW complessivi in Campania, in Emilia-Romagna, e nel Lazio. A Tarquinia (Viterbo) è stato appena avviato quello che sarà sarà il più grande impianto fotovoltaico d’Italia. L’impianto sarà costituito da oltre 300mila pannelli disposti su un’area di 220 ettari, per una potenza complessiva di circa 170 megawatt di capacità completamente rinnovabile. A regime, il parco solare produrrà 280 GWh all’anno e dovrebbe essere pronto nell’arco di 13 mesi. Dunque, entro il 2024 se non ci sono intoppi. Sempre a febbraio, nel frattempo, è stato inaugurato il cantiere del progetto Tango, che trasformerà entro metà 2024 la 3Sun di Catania nella più grande fabbrica di pannelli fotovoltaici in Europa. Un investimento da 600 milioni di euro in una filiera che resta controllata dalla Cina. Nel secondo trimestre, invece, dovrebbero aprire cantieri per circa 125 MW per la realizzazione di due impianti fotovoltaici nel Lazio, e un parco eolico in Sicilia.

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Giorgetti: "Valutiamo una misura per migliorare la P.a" - Economia - Agenzia ANSA

"Si sta valutando un provvedimento per migliorare l'organizzazione della struttura della Pubblica Amministrazione per il Pnrr". Lo dice, a margine del Workshop Ambrosetti, il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti. Le "garanzie sono invece allo studio del Mef: è una proposta che vorremmo portare anche in Europa per contribuire a migliorare il sistema che permette alle imprese, soprattutto quelle che affrontano grandi progetti infrastrutturali, di avere un sistema più 'friendly', e avere la possibilità quantomeno di partire con il cantiere, altrimenti diventa complicato", spiega Giorgetti .

"Le previsioni per il 2023 sono in miglioramento, ci aspettiamo variazioni congiunturali positive del Pil nella prima metà dell'anno, che ci porteranno a rivedere leggermente verso alto l'obiettivo di crescita per il 2023 precedentemente indicato dello +0,6%", ha detto Giorgetti. "Per il prosieguo dell'anno pur essendo possibile una ulteriore accelerazione dell'attività economica per motivi prudenziali continueremo ad assumere un ritmo moderato di crescita", aggiunge. 

"Combattere l'inflazione con la politica monetaria non basta e la recessione non può essere il prezzo da pagare per domare l'inflazione", ha detto Giorgetti. L'inflazione sembra aver preso una curva discendente e i particolare grazie ai prezzi dell'energia ma per chi ha responsabilità politica non può non preoccupare la dinamica del carrello della spesa, prodotti alimentari in primis", aggiunge Giorgetti.

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Saturday, April 1, 2023

Milano marcia in positivo assieme ai Mercati del Vecchio Continente - Borsa Italiana

News Image (Teleborsa) - Acquisti diffusi sui listini azionari europei, con il FTSE MIB che mette a segno la stessa performance positiva del Vecchio Continente.

L'Euro / Dollaro USA continua la seduta poco sotto la parità, con un calo dello 0,31%. L'Oro mantiene la posizione sostanzialmente stabile su 1.979,6 dollari l'oncia. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) continua gli scambi, con un aumento dello 0,73%, a 74,91 punti.

Lo Spread tra il rendimento del BTP e quello del Bund tedesco si riduce, attestandosi a +174 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona al 4,07%.

Nello scenario borsistico europeo Francoforte avanza dello 0,42%, si muove in modesto rialzo Londra, evidenziando un incremento dello 0,21%, e bilancio positivo per Parigi, che vanta un progresso dello 0,56%.

Lieve aumento per la Borsa di Milano, che mostra sul FTSE MIB un rialzo dello 0,35%, consolidando la serie di cinque rialzi consecutivi, avviata lunedì scorso; sulla stessa linea, lieve aumento per il FTSE Italia All-Share, che si porta a 29.321 punti.

Leggermente positivo il FTSE Italia Mid Cap (+0,44%); sui livelli della vigilia il FTSE Italia Star (+0,08%).

Tra le migliori Blue Chip di Piazza Affari, denaro su Moncler, che registra un rialzo dell'1,73%.

Bilancio decisamente positivo per Pirelli, che vanta un progresso dell'1,65%.

Buona performance per Nexi, che cresce dell'1,62%.

Sostenuta A2A, con un discreto guadagno dell'1,51%.

I più forti ribassi, invece, si verificano su DiaSorin, che continua la seduta con -1,44%.

Fiacca Banco BPM, che mostra un piccolo decremento dell'1,12%.

Discesa modesta per BPER, che cede un piccolo -0,7%.

Sostanzialmente tonico Fineco, che registra una plusvalenza dello 0,66%.

Al Top tra le azioni italiane a media capitalizzazione, Ariston Holding (+3,08%), Luve (+3,05%), Italmobiliare (+2,77%) e SOL (+2,53%).

I più forti ribassi, invece, si verificano su Tinexta, che continua la seduta con -1,28%.

Pensosa Buzzi Unicem, con un calo frazionale dell'1,19%.

Senza slancio De' Longhi, che negozia con un -1,03%.

Guadagno moderato per Tamburi, che avanza dello 0,95%.

Tra gli appuntamenti macroeconomici che avranno la maggiore influenza sull'andamento dei mercati:

Venerdì 31/03/2023
00:50 Giappone: Vendite dettaglio, annuale (atteso 5,8%; preced. 5%)
01:30 Giappone: Tasso disoccupazione (atteso 2,4%; preced. 2,4%)
01:50 Giappone: Produzione industriale, mensile (atteso 2,7%; preced. -5,3%)
08:00 Germania: Vendite dettaglio, mensile (atteso 0,5%; preced. 0,1%)
08:00 Germania: Vendite dettaglio, annuale (atteso -6,1%; preced. -6,9%)
08:00 Regno Unito: PIL, trimestrale (atteso 0%; preced. -0,1%)
08:45 Francia: Prezzi consumo, mensile (atteso 0,9%; preced. 1%).

(Teleborsa) 31-03-2023 13:00

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Dichiarazione precompilata IVA 2023: come funziona la procedura di invio? - I-Dome.com

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Lo stretto di Bab el-Mandeb è la porta che da sud conduce al Canale di Suez e al Mar Mediterraneo. Si trova all'imbocco del Mar Rosso  e...