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Friday, April 21, 2023

Giù i prezzi, giù i margini: se la sindrome tlc colpisce Tesla (e tutta l'auto) - Il Sole 24 ORE

Dopo i conti del primo trimestre

Le consegne nel primo trimestre, già annunciate a inizio aprile, sono aumentate del 4,3%, ma la politica di riduzione dei prezzi presenta il conto sulla redditività. E il mercato si interroga su tutto il settore

di Alberto Annicchiarico

I punti chiave

3' di lettura

La strategia aggressiva del ceo Elon Musk sui prezzi paga su volumi e ricavi ma come previsto comprime i margini di Tesla. Solo, oltre il previsto. Così Wall Street ieri ha emesso il suo verdetto: calo eccessivo della redditività e titolo a fondo: -10%, trascinando al ribasso soprattutto Renault nel giorno dei conti, Stellantis, Bmw e le altre.

I numeri di Tesla

Tesla ha chiuso il primo trimestre con ricavi in aumento del 24% a 23,32 miliardi di dollari ma un utile in calo del 24% a 2,51 miliardi, indebolito da ripetuti...

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«Bpm, per i soci meglio da sola: in tre anni utili al raddoppio» - Il Sole 24 ORE

L’intervista all’ad Castagna

Giuseppe Castagna è stato riconfermato per altri tre anni nel board di BancoBpm, di cui è amministratore delegato. Nel suo ufficio di piazza Meda a Milano ragiona a tutto tondo sulle sfide (e le opportunità) che attendono la banca

di Luca Davi

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Antitrust impone a Meta ripresa trattative con Siae: canzoni di nuovo disponibili - Il Sole 24 ORE

2' di lettura

Nuova entrata a gamba tesa dell’Antitrust italiano sul colosso di Mark Zuckerberg, nell’ambito della delicatissima partita sull’utilizzo di canzoni italiane nelle stories di Instagram e nei reels di Facebook. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha imposto a Meta la ripresa immediata delle trattative con Siae: saranno quindi di nuovo disponibili per gli utenti i contenuti musicali tutelati dalla principale collecting del mercato italiano. L’Autorità, si legge in una nota, ha deliberato di adottare misure cautelari per un presunto abuso di dipendenza economica da parte del gruppo di Mark Zuckerberg, che dovrà anche fornire tutte le informazioni necessarie nell’ambito della ripresa delle trattative. I contenuti musicali saranno disponibili previa autorizzazione di Siae.

Dopo la presentazione delle memorie scritte e l’audizione delle parti, l’Autorità ha ritenuto che sussistano i presupposti per adottare le misure cautelari. Pertanto, l’Agcm ha disposto che Meta riprenda immediatamente le trattative, mantenendo un comportamento ispirato ai canoni di buona fede e correttezza e provveda a fornire tutte le informazioni necessarie onde consentire a Siae di ripristinare l’equilibrio nel rapporto commerciale con il colosso dei social media. Quindi, previa autorizzazione di Siae, Meta dovrà ripristinare la disponibilità dei contenuti musicali su Facebook e su Instagram. L’Autorità ha disposto che, in caso di disaccordo tra le parti in ordine alla quantità e alla qualità delle informazioni da fornire da parte di Meta, nominerà un fiduciario che le individui. Il soggetto fiduciario dovrà essere terzo, indipendente e in possesso di adeguata competenza tecnica.

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Il presidente di Siae Salvo Nastasi si dice «molto soddisfatto. Ringrazio l’Agcm per aver accolto in pieno le nostre ragioni. Fin dal primo giorno siamo stati convinti della bontà delle nostre ragioni a difesa degli autori ed editori italiani, sempre improntate all’equità e alla trasparenza, così come chiede anche la Direttiva europea. Quanto prima vogliamo tornare a sederci al tavolo della trattativa in maniera paritaria, avendo dal colosso Meta tutte le informazioni necessarie per consentirci di ristabilire un equilibrio nell’intero rapporto commerciale. Nel frattempo ci aspettiamo il ripristino immediato sui social Meta dei contenuti tutelati da Siae. Oggi si apre oggi una nuova pagina nella storia dei rapporti tra questa grande piattaforma tecnologica e il diritto d'autore nazionale».

Arrivano reazioni anche dall’industria italiana della musica. Per Fimi, associazione confindustriale delle case discografiche, la mossa dell’Agcm è «un’importante provvedimento per l’industria musicale, gli artisti e i fan di musica».

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Wednesday, April 19, 2023

Prova su strada e recensioni nuova Mercedes Classe B 2023, auto dall'ottimo rapporto qualità-prezzo - Business Online

Mercedes Classe B ha subito un restyling del design dei suoi scudi e dell'ottica, oltre ad avere una griglia più arrotondata. L'abitacolo dell'attuale Classe B presenta una doppia lastra e un touchpad sulla consolle centrale.

Il restyling dell'abitacolo della Classe B comporterà l'adozione di un nuovo volante e del sistema MBUX 2, già utilizzato sulla Classe C e la Classe S. I sistemi di assistenza alla guida sono stati notevolmente migliorati. Il produttore ha promesso un sistema di assistenza al mantenimento della corsia ancora più avanzato. Inoltre, la Classe B è ora disponibile con l'opzione Trailer Maneuver Assist, che agevola le manovre con un rimorchio. Scopriamola da vicino:

  • Mercedes Classe B 2023, la prova su strada

  • Recensioni della nuova Mercedes Classe B 2023

Mercedes Classe B 2023, la prova su strada

La nuova Mercedes Classe B presenta superfici levigate sulla carrozzeria che le conferiscono un'eleganza unica. All'interno, lo spazio, caratteristico delle monovolume di medie dimensioni, è adeguato, ma il comfort del quinto posto potrebbe risultare compromesso a causa del rigonfiamento del pavimento, che riduce l'area per i piedi. L'interno, curato nei minimi dettagli, è dotato di tecnologie all'avanguardia. La strumentazione virtuale è racchiusa in un unico elemento rettangolare, contenente due schermi da 7 pollici o, su richiesta, da 10,25 pollici.

L'impianto multimediale MBUX presenta una vasta gamma di funzionalità vocali, come ad esempio la regolazione della temperatura del climatizzatore, e il navigatore dispone di realtà aumentata, che permette di visualizzare l'immagine della strada ripresa dalla telecamera frontale dell'auto e la direzione da prendere. Il bagagliaio è facilmente accessibile, con portellone elettrico di serie nella maggior parte delle versioni, ma esistono monovolume con una capacità di carico maggiore, e il divano scorrevole è solo disponibile come optional.

La manovrabilità dell'auto, grazie alla sua naturalezza nel rispondere ai comandi del guidatore, è più che soddisfacente per una monovolume. La sicurezza è un aspetto importante, con la presenza di numerosi aiuti alla guida che consentono alla vettura di procedere quasi da sola in alcune situazioni. Il sistema di mantenimento in corsia potrebbe migliorare, poiché talvolta frena con decisione senza giustificazione.

L'offerta di allestimenti e personalizzazioni per la Mercedes Classe B 2023 è estremamente ampia. La dotazione di serie è più che soddisfacente anche per i modelli meno costosi, che includono la frenata automatica di emergenza. I motori sono brillanti e persino il più piccolo dei diesel, il 1.5 da 116 CV, è efficiente. Il cambio robotizzato a doppia frizione è altrettanto valido.

Recensioni della nuova Mercedes Classe B 2023

La nuova Mercedes Classe B 2023 si distingue per l'utilizzo di materiali di alta qualità e per la precisione dei montaggi, conferendo all'auto un livello di raffinatezza superiore. La sua agilità e la fluidità con cui risponde ai comandi del guidatore garantiscono un'esperienza di guida soddisfacente.

La strumentazione della vettura è all'avanguardia e offre funzionalità avanzate, caratteristiche che la rendono idonea alle esigenze di un pubblico attento alle tecnologie innovative. La nuova Mercedes Classe B 2023 ha un prezzo di circa 30.000 euro, sconti inclusi, al momento dell'acquisto.

Le cinture di sicurezza di Mercedes Classe B 2023 in questione non sono dotate di un meccanismo di regolazione in altezza e, inoltre, non è presente alcun vano refrigerato. In merito al sistema di mantenimento in corsia, si riscontra talvolta un comportamento brusco, mentre per quanto riguarda il divano, il passeggero centrale lamenta un ridotto spazio per i piedi.

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Il gas russo ha solo cambiato forma ma continua ad arrivare in Europa e Italia. Il ruolo chiave della Spagna - Il Fatto Quotidiano

In Europa si predica la fine della dipendenza dal gas russo, ma la verità è che il gas russo continua ad arrivare ai paesi dell’Unione europea. Lo dimostrano i dati sulle esportazioni di Gas naturale liquefatto (Gnl), il business su cui puntano diversi stati, fra cui l’Italia. Nel 2022, come racconta la ong ReCommon nel report “Sicurezza energetica per chi?”, sugli interessi italiani nel settore, le esportazioni russe sono cresciute del 10% e circa il 43% del totale è stata destinata a paesi dell’Unione europea. Una crescita guidata dalla società russa Novatek, il cui gas arriva per lo più da Yamal Lng, impianto di liquefazione di gas nella Russia siberiana e tra i più grandi progetti estrattivi al mondo. Nel 2016 Intesa Sanpaolo ha versato, dietro garanzia dell’assicuratore pubblico Sace, 750 milioni di euro nelle casse di Novatek per il progetto Yamal Lng. Ma come arriva il Gnl russo? Buona parte di questo gas liquefatto non arriva direttamente ai terminal dei paesi destinatari, ma passa prima da alcuni impianti chiave europei, tra cui quello di Barcellona, attraverso procedure poco trasparenti.

Il passaggio del Gas russo in Europa e il ruolo della Spagna – I paesi europei che hanno importato volumi di Gnl russo nel 2022 sono stati, infatti, Spagna, Belgio, Francia, Paesi Bassi e, infine, Italia. Eppure la Spagna è uno dei pochi paesi dell’Unione che non ha dovuto attrezzarsi per diversificare le importazioni di gas. “Con una relazione stabile con l’Algeria e sette terminal di rigassificazione ampiamente sottoutilizzati – racconta ReCommon – fino a gennaio del 2022 non aveva importato un solo metro cubo di gas dalla Russia”. Il boom di Gnl verso l’Ue, però, ha travolto anche il paese iberico “e nel calderone è finita anche una buona fetta di importazioni di gas russo”. Oggi la Russia è il terzo fornitore di gas della Spagna (dopo Usa e Algeria) “che arriva via nave ed è rivenduto ad altri paesi europei (e non solo), Italia inclusa” spiega ReCommon. In questo passaggio ha un ruolo chiave il porto di Barcellona, dove si trova il rigassificatore più grande del Mediterraneo. Oggi il terminal ha una capacità di 17 miliardi di metri cubi di gas.

La proprietà dell’impianto è di Enagas, società di trasporto del gas spagnola, business partner di Snam. Cosa avviene lo ha spiegato alla ong, Josep Nualart Corpas, ricercatore dell’Observatori del Deute en la Globalitzaciò. Da qualche anno la regolamentazione spagnola ha adottato la misura del ‘tanker unico’: gli stoccaggi di gas sono gestiti come un unico deposito aggregato. Questo significa che, per esempio, un terminal in Galizia può ricevere Gnl proveniente dalla penisola di Yamal in Russia e rivenderlo dal terminal di Barcellona a qualsiasi paese nel Mediterraneo o nel mondo. Dall’inizio del conflitto, il terminal ha iniziato così a rivendere gas anche nel Mediterraneo “senza alcuna trasparenza rispetto alla sua origine”.

Proprio da Barcellona passa la risposta italiana alla crisi – Questi dati riguardano l’Italia da vicino. È stato l’ex ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, a sancire il nuovo collegamento tra il terminal per l’import di Panigaglia (in Liguria), controllato da Snam e i terminali spagnoli, in particolare proprio quello di Barcellona. Inoltre, a maggio 2022 Snam ed Enagas hanno firmato un memorandum di intesa per la costruzione di un gasdotto lungo oltre 700 chilometri che dovrebbe collegare in maniera permanente il terminal di Barcellona a quello di Livorno. Il progetto, che rientrerebbe tra quelli strategici dell’Ue come parte del pacchetto di misure RePowerEU, potrebbe costare fino a 2,5 miliardi di euro. “La narrativa della sicurezza energetica giustifica l’espansione dei due terminali di Snam, Panigallia e Livorno, che dovrebbero ricevere il gas spagnolo” denuncia ReCommon, che si domanda “quali siano le garanzie che alla fine quello acquistato non sia sempre gas russo”.

Lo storico legame con Mosca – Ma il collegamento con il gas russo è anche un altro e ha radici più profonde. Non c’è solo il finanziamento di Intesa Sanpaolo al progetto Yamal Lng di Novatek. Nel 2021, Intesa Sanpaolo e Cassa Depositi e Prestiti avevano anche confermato il sostegno (per una somma complessiva di circa 560 milioni di dollari) ad Arctic Lng-2, mega-progetto di liquefazione di gas sempre in capo a Novatek, in una delle aree più a rischio dell’Artico russo. In seguito all’entrata in vigore delle sanzioni varate dall’Unione europea nei confronti del Cremlino, Intesa Sanpaolo (che aveva già sborsato 50 milioni di dollari) e Cassa Depositi e Prestiti hanno deciso di congelare il prestito. Resta il fatto che, fra il 2016 e il 2022, Intesa Sanpaolo ha concesso circa 5 miliardi di dollari all’industria fossile russa, di cui 2,9 miliardi a Gazprom, la principale società energetica russa controllata dallo Stato. L’istituto di credito, inoltre, è al secondo posto tra le istituzioni finanziarie private, seconda solo alla banca statunitense Jp Morgan, per esposizione finanziaria ai progetti guidati da multinazionali energetiche russe (Novatek, Gazprom, Rosneft) più altamente impattanti in termini di emissioni di Co2 nell’atmosfera.

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Tuesday, April 18, 2023

Superbonus, da maggio i crediti ripartiti in dieci anni - TGCOM

Dal 2 maggio le imprese edilizie, le banche o altri cessionari titolari di credito da Superbonus, sismabonus e bonus barriere architettoniche potranno ripartire in 10 anni i crediti non ancora utilizzati per i quali è stata comunicata la prima opzione entro il 31 marzo.

Per farlo basterà utilizzare una nuova funzionalità disponibile dal mese prossimo nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle entrate. Lo comunica la stessa Agenzia in base al provvedimento firmato dal direttore Ernesto Maria Ruffini, in attuazione delle ultime norme della legge sui crediti dei bonus edilizi.

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I tassi sui mutui balzano al 4%, è record - AGI - Agenzia Italia

AGI - Continuano a correre i tassi d'interesse praticati dalle banche italiane sulla scia della stretta monetaria avviata dalla Bce.

In particolare, segnala il Bollettino mensile dell'Abi, il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni ha raggiunto a marzo il 4%, contro il 3,76% di febbraio. Non accadeva da maggio 2012.

Il tasso medio sul totale dei prestiti si è innalzato al 3,81% dal 3,65% del mese precedente, tornando sui valori di giugno 2014. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è invece salito al 3,90% dal 3,55% riportandosi sui livelli di gennaio 2012. 

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Dal Mar Rosso la nuova crisi dei prezzi in Italia: 95 milioni di danni al giorno - Today.it

Lo stretto di Bab el-Mandeb è la porta che da sud conduce al Canale di Suez e al Mar Mediterraneo. Si trova all'imbocco del Mar Rosso  e...