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Tuesday, December 21, 2021

Borse, l'Europa rimbalza. Titoli oil in luce con il petrolio in salita - Il Sole 24 ORE

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Tornano gli acquisti sui mercati azionari europei che rimbalzano dopo un inizio di settimana in netto calo a causa del rapido diffondersi della variante Omicron, delle mosse della Banca centrale cinese sui tassi e dello stallo in Usa sul maxi piano sociale e ambientale dell'amministrazione Biden.I risultati dei test di Moderna sul proprio vaccino avevano già contributo a ridimensionare le perdite dei listini alla vigilia mentre i segnali di apertura del senatore Joe Manchin su un piano Build Back Better rivisto favoriscono un cauto ottimismo sul destino del piano Usa.

«L'incertezza globale rimane elevata - dicono gli analisti di ActivTrades - poiché gli investitori faticano a valutare in che modo questa nuova ondata influenzerà le economie, soprattutto in un momento in cui le politiche monetarie di alcuni paesi si fanno più aggressive». Questa situazione, notano, fornisce un forte supporto per i rifugi sicuri come l'oro con gli investitori che comunque riducono la loro esposizione alle azioni, «interrompendo il rally di Babbo Natale che tutti stavano aspettando».

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Andamento Piazza Affari FTSE Mib

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A Piazza Affari corre St, bene i titoli oil

A Milano è Stmicroelectronics a guidare le big anche grazie alla guidance sopra le attese da parte dell'americana Micron Technologies. Rimbalzo per la galassia Exor molto penalizzata nella seduta di lunedì: salgono Cnh Industrial, Exor e Stellantis. La risalita del petrolio sostiene Eni. Continua la corsa Prysmian tra i pochi in controtendenza alla vigilia grazie ai contratti per due progetti di eolico offshore negli Stati Uniti. Tra le banche bene Banca Pop Er: un nuovo cda della banca modenese che deve valutare come procedere sul dossier Bca Carige.

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Petrolio in salita, non si ferma la corsa del gas

Il petrolio recupera parte delle perdite della seduta di lunedì 20 dicembre, dovute all'accelerazione dei contagi e allo stop al maxi piano di investimenti Usa che sono alla radice della discesa. Intanto, sottolineano gli analisti di Mps Capital Services, non si ferma la corsa del gas che super i 160 euro al megawattora su nuovi record dopo che la quantità di gas nella stazione tedesca di Mallnow, dove termina il gasdotto Yamal Europe, è scesa a zero nelle prime ore di stamattina secondo i dati dell'operatore Gascade. Una situazione che costringerebbe l'Europa a far ricorso alle riserve in un periodo di basse temperature e elevati consumi a cui le fonti rinnovabili non possono far fronte in maniera sufficiente. Non sono chiare, secondo gli analisti citati da Bloomberg, le ragioni alla base di questa minore fornitura russa nel gasdotto che va dalla Siberia nord-occidentale alla Germania attraverso Bielorussia e Polonia.

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Monday, December 20, 2021

Cina: Banca centrale taglia il prime rate al 3,80% - Ultima Ora - Agenzia ANSA

(ANSA) - PECHINO, 20 DIC - La Banca centrale cinese (Pboc) ha tagliato per la prima volta in 20 mesi il Loan prime rate (Lpr), tra i tassi preferenziali offerti dalle banche commerciali alla clientela migliore e un riferimento per i tassi applicati agli altri prestiti: l'Lpr a un anno, si legge in una nota, passa dal 3,85% al 3,80%, mentre quello a 5 anni resta invariato al 4,65%.
    La misura, in uno scenario più incerto per l'economia cinese, punta ad aumentare la liquidità del sistema bancario per i finanziamenti alle imprese. Pesano, in particolare, i lockdown legati ai vari focolai di Covid-19 e la crisi del settore immobiliare, a partire da Evergrande. (ANSA).
   

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Zegna e Bonomi: ecco le ragioni della quotazione e della scelta di New York - Il Sole 24 ORE

I punti chiave

8' di lettura

È da molto tempo, forse addirittura vent’anni, che giornalisti economici e finanziari chiedono a Gildo Zegna, amministratore delegato del gruppo fondato da suo nonno Ermenegildo, se la Borsa sia all’orizzonte, se la famiglia pensi all’ingresso di soci esterni, se la governance sia solida. Era il 2000 quando Diego Della Valle decise di quotare il gruppo Tod’s, guidato peraltro dalla seconda generazione – e non terza, come nel caso di Zegna. Una scelta per l’epoca inedita nel settore della moda e del...

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Sunday, December 19, 2021

Bollette, la nuova stangata di gennaio supera il 60% - Il Sole 24 ORE

Nei giorni scorsi hanno lanciato segnali di preoccupazione gli imprenditori della ceramica, esposti al rincaro del metano, il combustibile principe nei forni per la cottura dei materiali ceramici.

Rincari del 231% nei costi del gas e del 166% nell’energia elettrica sono rilevati da uno studio del Centro Studi di Confindustria Brescia su un campione significativo di 113 aziende associate con 10.500 addetti, e osserva il presidente Franco Gussalli Beretta che per le aziende c’è «il rischio di dover sospendere l’attività per eccesso di costi e la consistente riduzione delle marginalità, nonostante il rialzo dei fatturati».

Ecco le vetrerie. Per fondere il vetro, l’industria italiana brucia in genere più di un miliardo di metri cubi di metano l’anno (1,5% dei consumi nazionali) ed esprime un fabbisogno di energia elettrica di 3 miliardi di chilowattora l’anno. Commenta il presidente dell’Assovetro, Graziano Marcovecchio, che «le alte temperature di fusione, 1.600 gradi, e l’impossibilità di spegnere gli impianti, pena danni irreversibili, ci rendono particolarmente esposti a quanto sta accadendo».

L’agroalimentare sente già gli effetti dei rialzi: «L’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi — spiega una nota della Coldiretti diffusa ieri. — Non si sottraggono ai rincari anche i fertilizzanti a base di azoto, fosforo e potassio che subiscono anch’essi una forte impennata. L’aumento dei costi riguarda anche l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi».

Le previsioni degli esperti

Marco Bernardi, presidente della società elettrica Illumia, durante un evento ha chiesto all’economista dell’energia Alberto Clô «come la situazione che stiamo vivendo impatta la tanto auspicata liberalizzazione che attendiamo da tanto tempo». La risposta di Clô è stata venata dal pessimismo della ragione: la crisi energetica era «tutt’altro che inattesa», ha detto al meeting di Illumia, e «ha fatto emergere una serie di questioni che la retorica della transizione energetica ha cancellato dal dibattito pubblico. Una crisi non temporanea ma strutturale che richiede alle imprese e a tutti i soggetti di adeguarsi: dovete riprendere a guardare l’andamento dei mercati e vi accorgerete della fragilità del sistema». «La retorica sulla transizione ecologica — ha concluso l’economista — ha nascosto alcune verità: il metano è essenziale ed è necessario che imprese petrolifere riprendano gli investimenti».

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Come sarà il 2022? Ecco i rischi sulle Borse dopo la svolta di Fed e Bce - Il Sole 24 ORE

Mercati e politica monetaria

Le banche centrali ritirano le politiche ultra-espansive con i mercati sui massimi e con molti eccessi: per gli investitori questo è il rischio numero uno. Motivo: ci sono tante vulnerabiltà

di Morya Longo

5' di lettura

Per anni i banchieri centrali hanno ripetuto che la politica monetaria era entrata in un «terreno inesplorato». E ora, dopo oltre un decennio di politiche da parte di Fed, Bce &C che continuiamo a chiamare «non convenzionali» sebbene siano diventate la norma, sono i mercati finanziari a essere entrati in un terreno inesplorato. A mostrare comportamenti e valutazioni mai visti prima o da molti decenni: i rendimenti reali dei titoli di Stato sono ai minimi storici in America ed Europa, gli earning ...

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Risparmi, gli italiani rischiano uno shock-inflazione da 500 miliardi a 10 anni - Il Sole 24 ORE

InchiestaApprofondimento di un singolo argomento che mette a frutto il lavoro di ricerche e significative risorse.Scopri di piùL’impatto sulle famiglie

Con il caro-prezzi attuale la «tassa occulta» è in grado di ridurre del 28,5% il potere di acquisto degli oltre 1.800 miliardi custoditi in depositi senza interesse.

di Maximilian Cellino

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Bonus tv, ecco come fare per averlo. Inutilizzato il 40% dello stanziamento per incentivare la rottamazione… - Il Fatto Quotidiano

Con la tredicesima si cambia programma. Anzi si cambia televisore. Secondo l’Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati (Aires), non sono pochi gli italiani che stanno approfittando della gratifica natalizia per cambiare apparecchio televisivo. Con tanto di bonus rottamazione in regalo. Al momento c’è ancora un importante plafond da sfruttare: è stato utilizzato infatti il 60% dei fondi (250 milioni) messi a disposizione dal governo per agevolare la rottamazione delle vecchie tv.

Ci sono quindi circa 100 milioni ancora disponibili. “Ma se si continua al passo di 12mila nuovi apparecchi al giorno, il denaro finirà per inizio marzo”, spiega Luigi Gabriele, numero uno di Consumerismo no profit. Possibile allora che il governo rinnovi il bonus? “Abbiamo chiesto che vengano stanziati nuovi fondi – dichiara Davide Rossi, direttore generale di Aires – La sottosegretaria Ascani si è detta disponibile”. Tuttavia la coperta è corta e fino all’ultimo non è detto che il bonus venga rifinanziato.

Inoltre, “il Mise ha riconosciuto la possibilità di continuare al massimo fino al 31 dicembre 2022 le trasmissioni in MPEG2 in simulcast”, spiega Gianfranco Giardina, esperto della rivista tecnica Dday.it. Questo significa che si è allungata la vita di tutte le tv HD che continueranno a vedere gli stessi canali. Con una controindicazione: dall’8 marzo i vecchi televisori non predisposti per codifica MPEG4 non vedranno più i canali sullo stesso numero di telecomando. Un esempio? Rai Uno HD nella nuova codifica MPEG4 si vedrà sempre sulla numerazione 1 del telecomando, ma Rai Uno SD in MPEG2 andrà sul più scomodo numero 501. Il televisore sarà funzionante, ma con un po’ di confusione di canali e tasti per chi lo utilizza. Di conseguenza, aggiunge Giardina, è “ancora più irrealistico pensare a un successivo passaggio al molto più sfidante DVB-T2 a gennaio 2023”.

Non sarà quindi strettamente necessario cambiare tv così rapidamente come inizialmente previsto nella road map del governo perché si allunga la vita dei televisori HD che non supportano la nuova codifica MPEG4. E quindi anche il bonus ha una ragione in meno per essere subito rifinanziato visto che non c’è più la necessità della rottamazione immediata delle tv. Se si vuole cambiare apparecchio, meglio quindi approfittare dell’attuale stanziamento. Sapendo che si registra una problematica sullo smaltimento dei rifiuti elettronici. “In questo periodo i negozianti stanno andando in affanno perché non riescono a smaltire i vecchi televisori – riprende Gabriele – Sono convinto che su questo tema ne vedremo delle belle”. Concorda Rossi di Aires che invita a cercare soluzioni efficaci sul tema smaltimento dei rifiuti elettronici.

Intanto come fare a utilizzare il bonus? I requisiti sono tre: essere residente in Italia, rottamare correttamente una tv acquistata prima del 22 dicembre 2018 ed essere in regola con il pagamento del canone Rai. Salvo non appartenere alla categoria dei soggetti esentati perché con reddito familiare inferiore ad 8mila euro. Il bonus consente di ottenere uno sconto del 20% fino ad un importo massimo di 100 euro sull’acquisto di un nuovo apparecchio televisivo.

L’incentivo è cumulabile con il Bonus tv decoder. Prima dell’acquisto bisogna però scaricare il modulo di auto-dichiarazione per la certificazione del corretto smaltimento. In alternativa la vecchia tv può essere consegnata direttamente nei negozi che hanno aderito all’iniziativa come indicato nell’elenco pubblicato dal ministero dello Sviluppo economico. Lo sconto si otterrà direttamente in cassa fino ad esaurimento dei fondi destinati all’incentivo. E solo per un televisore a famiglia.

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